In libreria dal 29
gennaio 2009
Felici come mosche in un
Paese di stitici
Il giornalista
ComuniCattivo per antonomasia, Igor Righetti,
pubblica con De Agostini
il suo nuovo e corrosivo libro
che vi farà voltare
pagina
Un volume talmente
cattivo che lo stesso autore
mentre lo scriveva ne è
rimasto impressionato!
“Felici
come mosche in un Paese di stitici” è il titolo del nuovo e corrosivo libro del
giornalista ComuniCattivo per antonomasia, Igor Righetti, autore e conduttore
del popolare programma in onda su Radio 1 Rai dal 2003 (1.400 puntate) epurato
in questi giorni dal direttore dell'emittente. Uscirà il 29 gennaio 2009
pubblicato da De Agostini Editore.
Tonnellate
di sana cattiveria e una raffica di pensieri al vetriolo. Sarcastico e
dissacrante non risparmia nessun ambito: dalla pubblicità al marketing, dalla
tv alla radio, dai personaggi della politica a quelli del mondo dello
spettacolo, da quelli dell’informazione a quelli della cultura. Un fiume
d’ironia e creatività che travolgerà il lettore chiamato dall’autore a
interagire con il volume. Un libro talmente cattivo che lo stesso autore mentre
lo scriveva ne è rimasto impressionato. Con questo suo quarto libro Igor
Righetti, il dottor Jekyll e mister Hyde della comunicazione italiana, prende
in esame i vizi e le debolezze della gente di oggi.
Dice
Igor Righetti: “Vi sembra che la realtà abbia superato la fantasia? Avete
voglia di urlare contro 'starlettine' dalla consistenza di un budino,
interessanti come guardare il pavimento bagnato mentre si asciuga, che
compaiono ogni volta che accendete il televisore? Siete stanchi di
sentire di continuo i verbi al condizionale? Siete esausti di essere presi in
giro da coloro che vi vendono i mandarini per clementine e poi non fate altro
che sputare semi? Non ce la fate più a nascondervi quando vedete
l’amministratore di condominio al quale dovete ancora pagare un anno di rate
del riscaldamento? Non ne potete più della melassa ipocrita e del falso
moralismo che sembrano aver infettato milioni di connazionali? Speravate di
esservi liberati di tanti compagni di scuola che non avete mai potuto vedere e
di ex colleghi inutili e invidiosi e che grazie a Facebook sono ricomparsi ai
vostri occhi?
E’ un
Paese schizofrenico, il nostro, che non si sforza neppure di sembrare normale,
dove se le nostre telefonate non vengono intercettate non siamo nessuno, dove i
ladri riescono a rubare in casa di politici agli arresti domiciliari,
dove abbiamo trasformato tanti nonni in pusher di cocaina ed eroina per
arrotondare le striminzite pensioni, dove in molti studi di programmi
televisivi gli autori e i conduttori avrebbero bisogno di bravi esorcisti
invece pullulano i sessuologi, i criminologi, i dietologi e gli chef
catodici. E che cosa dire della censura, sempre in
agguato contro le voci fuori dal coro?
Un
Paese sempre più analfabeta dove il motto ricorrente è 'Almeno l’italiano
‘sallo’', dove non tutto fa brodo ma dove tutto fa Broadway, dove lo spettatore
viene cloroformizzato da una televisione becera e volgare fatta di game show,
reality show e talent show, dove milioni di persone il sabato sera stanno a
casa per vedere piangere in tv altri essere umani e sentirsi così meno sfigati
di loro, dove in prima serata vanno in onda frullati di rifiuti solidi catodici
o accanimenti terapeutici, dove i più grandi investitori pubblicitari sono le
società di prestiti personali, dove i negozi "compro oro" hanno
aggiunto la dicitura "anche da denti e dentiere".
Un’Italia
in cui il potere è fondato sulla prostata, dove telegiornalisti collezionano
modellini di plastici che rappresentano case in cui si sono svolti delitti
efferati, dove essere giovane sembra una colpa, dove si diventa attori o
conduttori perché si partecipa a un reality show, dove ci si riempie la bocca
di meritocrazia e si assumono soltanto i raccomandati.
Una
nazione di grafomani dove pur di non leggere si è disposti a scrivere e a
pubblicare libri anche a pagamento, dove non si è più neppure liberi di
scappare di casa perché c’è subito chi fa la spia a 'Chi l’ha visto?'.
Un’Italia
intollerante a tutto non soltanto al glutine e al latte, dominata
dall’ansiolitico e dall’antidepressivo. Un Paese che per far leggere gli
adolescenti in tempesta ormonale e riportarli nelle sale cinematografiche ha
avuto bisogno di uno scrittore 44enne che si atteggiasse e parlasse come un
teenager, in cui i processi passano da padre in figlio da quanto sono lenti,
dove se trovate un ladro che vi sta svaligiando la casa dovete pure offrirgli
il caffè altrimenti si rischia una denuncia per mancanza di ospitalità, dove la
sicurezza è soltanto una percezione.
La
magistratura ormai fa le indagini sui filmati e le interviste che personaggi
della politica e della cronaca rilasciamo a Matrix e a Porta a Porta.
Se un extraterrestre si dovesse fare un’idea della razza umana dalla nostra tv
che cosa penserebbe di noi? Forse è per questo che gli extraterrestri non si
fanno vivi, forse sono terrorizzati dall’incontrarci. I vostri occhi non
crederanno a ciò che leggeranno. 'Perché oggi comunicare è alla base, ma chi è
altezza?'. Quando vi sentirete depressi o stressati prima di chiamare il vostro
psicologo leggete qualche pagina di questo libro. Vi tornerà subito il
buonumore. E’ il volume che vi farà voltare pagina, il rimedio adatto alla
follia del quotidiano.
QUESTO LIBRO
VI DARÀ LA POSSIBILITÀ DI RIDERCI SOPRA
(O PIANGERCI
IN BASE AL VOSTRO STATO D’ANIMO).
PERCHÉ NONOSTANTE
TUTTO L'ITALIA RESTA LA NAZIONE PIÙ BELLA DEL MONDO
CHE MAI
ABBANDONEREMMO.
IGOR
RIGHETTI
Igor
Righetti è giornalista professionista, docente universitario di Giornalismo e
Linguaggi radiotelevisivi in numerose università pubbliche e private,
massmediologo, saggista, autore e conduttore radiotelevisivo, attore di cinema
con Pupi Avati e nelle fiction tv “Distretto di Polizia”, “Ris”, “Mio
figlio-Altre storie per il commissario Vivaldi”, "Intelligence- Servizi e
segreti", autore e interprete musicale con Donatella Rettore. Il suo stile
di conduzione ricorda gli anchormen anglosassoni: per questo suo modo di
comunicare viene definito dalla critica il “David Letterman italiano”. E’ stato
dirigente di multinazionali come Ericsson nella funzione di capo ufficio stampa
e web content manager, capo ufficio stampa dell’Istituto Poligrafico e Zecca
dello Stato, direttore comunicazione di Pineider 1774 e Nazareno Gabrielli, ha
curato le relazioni con i media di Sony-Ericsson e diretto il mensile
“Lettere”. Voce fuori dal coro e innovatore nel Dna sperimenta ogni genere
di mezzo di comunicazione. Ama le contaminazioni e le integrazioni di generi e
di linguaggi diversi come il suo illustre prozio Alberto Sordi. Proprio come
lui è divenuto popolare grazie alla radio, al fortunato programma che ha ideato
e che conduce ormai dal 2003 su Radio 1 Rai “Il ComuniCattivo”, la prima
trasmissione che analizza il nostro modo di comunicare in tutti gli ambiti
(1.400 le puntate andate in onda finora). Come autore e conduttore televisivo
ha realizzato numerosi programmi d'informazione, intrattenimento, nuove
tendenze e cultura su Videomusic, RaiTre, RaiDue. Nel 2004, su Radio 1,
ha ideato e condotto il format del primo radio reality “In radio veritas, la
parola alla parola” al quale parteciparono, tra gli altri, Mario Monicelli,
Renzo Arbore, Giorgio Albertazzi, Domenico De Masi, Carlo Rossella, Giordano
Bruno Guerri, Aldo Busi, Maria Venturi, Natalia Aspesi. Su RaiDue è stato
autore e inviato di “Futura city”; su RaiUno, all’interno di Tg1 libri, è stato
autore e conduttore dell’”Aforisma del ComuniCattivo”.
In
qualità di massmediologo ed esperto di linguaggi e comunicazione è commentatore
in numerosi programmi televisivi.
Nel
2005 ha ricevuto il premio nazionale di cultura nel giornalismo “Penna
d’oro”, nel 2007 è stato premiato alla 61ª edizione del Festival
internazionale del cinema di Salerno come attore rivelazione dell’anno per la
sua interpretazione di Carlo Ponte nella fiction tv “Distretto di Polizia 7” e
nel 2008 ha ricevuto il premio “Leggio d’oro” come “Voce radiofonica
dell’anno”. Ha scritto i libri “Prove tecniche di comunicazione”, “Il
ComuniCattivo e la sua vena creativa” e “Come ammazzare il tempo senza farlo
soffrire”.
Attualmente
è docente di Teoria e tecnica del linguaggio radiotelevisivo all’Università di
Roma Tor Vergata.
Il
direttore di Radio 1 e dei Gr Rai Antonio Caprarica cancella in anticipo Il
ComuniCattivo (il mio contratto con RadioUno scade il 31 gennaio 2009) senza
nessuna comunicazione né scritta né verbale e senza neppure permettermi di
salutare gli ascoltatori. Alla faccia del rispetto dei 451 mila ascoltatori del
ComuniCattivo che pagano il canone. Come ogni mercoledì mi sono recato al
centro di produzione Rai di Saxa Rubra assieme ai miei due collaboratori,
anch’essi con contratto in scadenza il 31 gennaio, Carla Pagliai e Massimo
Curti, per registrare le interviste e montare le puntate di sabato 24 e
domenica 25, ma i vigilantes ci hanno comunicato che i nostri ingressi erano
stati sospesi tramite fax inviato da Giovanna Lucidi dell’ufficio contratti Rai
di via Asiago perché il programma era stato cancellato in anticipo. In effetti
l’addetto dell’ufficio del personale, Giancarlo Vianello che mi comunicò
verbalmente in un corridoio di Saxa Rubra la decisione del direttore di
chiudere Il ComuniCattivo, e lo stesso Caprarica nelle sue interviste pubbliche
hanno sempre parlato del 31 gennaio, cioè alla scadenza del contratto. Dopo l’epurazione
e la prima censura con la chiusura del ComuniCattivo, Caprarica continua a
censurare un programma d’informazione come Il ComuniCattivo senza neppure
permettermi di salutare gli ascoltatori che da 6 anni e per 1.400 puntate
seguono il programma. Un atteggiamento antisindacale vergognoso e un episodio
di censura che in 23 anni di carriera professionale nel mondo dell’informazione
come giornalista professionista e dopo 18 anni di collaborazione con la Rai non
mi era mai accaduto. Mi scuso con le mie centinaia di migliaia di ascoltatori e
con gli ospiti che avrei dovuto intervistare oggi pomeriggio per essere sparito
senza nemmeno salutarli. Purtroppo non è stata una mia decisone. E’ questo il
rispetto che Caprarica ha delle norme sindacali, di quelle deontologiche della
professione, degli ascoltatori che pagano il canone Rai e di direttore di una
rete pubblica? Caprarica è il re della Rai?
Spero
che gli enti preposti alla vigilanza intervengano per fare chiarezza nella
vicenda per riportarla nei termini democratici rispettosi delle leggi e dei
regolamenti. L’avvocato Nino Marazzita seguirà la mia vicenda dal punto
di vista legale”.
Per
ricevere estratti del libro, la copertina e intervistare l’autore contattare:
Paola Claudia Scioli
Responsabile Comunicazione Attività Editoriali e
Ufficio Stampa De Agostini
tel.+39 0321 424799 cell. +39 335
5725029
e-mail: HYPERLINK "mailto:paola.scioli@deagostini.it"paola.scioli@deagostini.it
Massimo
Curti
Ufficio
stampa Igor Righetti
cell.
329 5637104
e-mail:
m.curti@igorrighetticomunicazione.it
Igor
Righetti
Felici come mosche in un Paese di stitici
Pensieri
ComuniCattivi
De
Agostini
Pagg.
288
€ 16,00
Ecco un
assaggio...
Contro gli acari che ci
fanno la linguaccia
Mi
rivolgo a tutti coloro che hanno poco tempo per stare a casa, che sono sempre
in movimento, che lavorano troppo e vivono poco tra le mura domestiche. Anziché
lamentarvi dovreste consideravi molto fortunati. Sì, perché pare che le pareti
domestiche siano fonte di pericolo e rappresentino una vera e propria prigione.
I sintomi di chi trascorre parecchie ore in casa sono insonnia, soffocamento,
mal di testa, allergia alla polvere.
E ci
credo! La casa è invasa da polvere, acari, smog, fumo di sigarette e che cosa
si fa per risolvere il problema dei cattivi odori e della polvere? Si diffonde
nell’ambiente il deodorante agli agrumi o all’acqua marina, si accendono
incensi o candele all’essenza di cocco, vaniglia, patchouli o muschio selvaggio
che di selvaggio gli è rimasto soltanto il nome. E ancora: si elimina la
polvere con prodotti dalle essenze
chimiche
più svariate come la candeggina all’aria di montagna (vorrei proprio vedere
questi chimici escursionisti imbottigliare l’aria ad alta quota) o ai fiori di
campo, lo sgrassatore all’arancia, lo spray disincrostante al limone, il sapone
per i piatti alla fragola (ci si potrebbe fare una bella macedonia con tutta
questa frutta di sintesi, anzi no, macedonia non si usa più, nei ristoranti
alla moda si dice mi porti un trionfo di frutta, dobbiamo aggiornarci). E come
dimenticare l’anticalcare all’essenza di aceto (non so se è meglio tenersi il
calcare o sentire l’odore dell’aceto che non è certo quello balsamico) e
l’ammorbidente alla lavanda o quello al profumo di ossigeno? Al profumo di
ossigeno, sì avete proprio letto bene, quando non ne potete più dello smog
mettete il naso tra le lenzuola appena lavate o tra i vostri asciugamani e
fatevi una sniffata salutare di ossigeno. E non dite che l’ossigeno non sa di
niente! Perché il marketing ci tratta da lobotomizzati? Che cosa abbiamo fatto
di male?
O le
puzze che ci circondano sono diventate così insopportabili che pur di
eliminarle siamo disposti a credere a tutto?
Molto
meglio vedere un gruppo di acari che ci fa la linguaccia, sapere che ci sono
dei batteri che giocano a nascondino nel nostro wc, vedere lo scaldabagno con
un po’di incrostazioni e i rubinetti che accecano da quanto sono brillanti così
come nella pubblicità che rischiare l’intossicazione. Ormai anche gli arresti
domiciliari sono una punizione peggiore che finire in prigione. Anche perché a
finire in prigione si rischia l’indulto. E si torna a casa, tra le nostre
inquinate mura domestiche.
Cibi sempre più morbidi
nell’era del Viagra
Avrete
notato che soprattutto sulle confezioni di merendine e di pancarré i creativi
pubblicitari si sono fatti prendere dalla psicosi del morbido-morbissimo. Lo
stesso prodotto, acquistato a distanza di pochi mesi, sulla confezione presenta
questa dicitura strillata con tanto di punti esclamativi: “Ancora più soffice!”.
Due mesi dopo, sulla stessa confezione, troviamo: “Mai stato così soffice”. Tre
mesi dopo: “Più soffici di così non si può”. Tra poco ci sarà più aria che
farina in questi prodotti? Potremo fare a meno dei denti e mangeremo tutto le
gengive?
Perché
questa corsa affannosa al molliccio? Nell’evoluzione della specie stiamo
perdendo i denti? Sarà perché le parcelle dei dentisti sono diventate così
onerose che non ci possiamo permettere di consumare la dentatura? O forse le
aziende si tutelano da eventuali cause per danni perché una loro merendina ci
potrebbe spaccare un ponte o far saltare una capsula? Oppure ormai, dato che il
buonismo impera, tutto deve essere più tenero… E’ la fine del grano duro?
Siamo davvero pieni di contraddizioni: i prodotti li vogliamo sempre più
morbidi e nelle farmacie il Viagra prima e il Cialis ora, vanno a ruba! Del
resto a una società che non morde più ma che beve tutto a che cosa servono i
denti?
Regolatore intestinale,
se non funziona bisogna usare parole-chiave per il rimborso
Mi
rivolgo a te che tenti in tutti i modi di regolarizzare il tuo intestino, di
fare amicizia con bifidus vari, di ingerire tutto quello che potrebbe
risvegliare l’apparato digerente caduto in letargo da tempo.
Mi è
capitata sott’occhio l’etichetta di un prodotto che promette di migliorare la
regolarità intestinale. Sulla confezione appare la dicitura “soddisfatti o
rimborsati”. Fin qui nulla di strano, ormai questa fatidica frase si
legge ovunque.
Quello
che mi ha lasciato perplesso è che per ottenere il rimborso si richiede al
consumatore di inviare in busta chiusa gli scontrini che attestino l’acquisto
del prodotto e alcune parole-chiave che motivino la richiesta.
Parole
chiave? Le parole chiave non le posso dire perché diventerei volgare. Questo
prodotto deve servire a regolarizzare l’intestino, per motivare
l’insoddisfazione che cosa dobbiamo scrivere nella richiesta?
Quel dito inumidito per
sfogliare le pagine
Mi
capita spesso di vedere persone, soprattutto donne, che quando sfogliano un
giornale si portano il dito in bocca inumidendolo con la saliva per girare la
pagina. Forse non riflettono sul fatto che se anche altre persone hanno letto
quel giornale sfogliando le pagine in quel modo raccolgono pure la saliva di
decine e decine di altri lettori lecconi. E’ un’operazione che fanno in modo
automatico, senza rendersene conto, tant’è vero che quando su un volo aereo ho
fatto notare a una signora che si era leccata almeno 50 pagine del giornale
della compagnia aerea, lei mi ha risposto che mi sbagliavo, che certe cose non
le avrebbe mai fatte. Se in una sala d’aspetto o su un aereo trovate immagini
sbiadite o pagine incollate ora sapete il perché. Nei bar, oltre alla saliva
lasciata in fondo alle pagine dei quotidiani letti a scrocco si trovano anche
tracce di maionese da tramezzino o macchie di caffè. Per evitare scambi di
liquidi organici che farebbero impazzire anche i Ris il mio consiglio è
quello di comprarvi una copia del giornale che vi interessa.
Il mistero delle porzioni
dei piatti pronti: 2-3 persone o 2-3 dei sette nani?
Mi
voglio soffermare sulla quantità delle porzioni dei prodotti surgelati pronti
all’uso. Su una confezione di gnocchetti alla sorrentina (che adoro) c’era
scritto per 2-3 persone. Ora, o io sono un mangione senza fondo oppure le
porzioni si riferivano a 2-3 barbie o a 2-3 dei sette nani?
Perché
dopo i 6 minuti canonici di cottura quando ho messo gli gnocchetti alla
sorrentina nel piatto fondo mi sono reso conto che sarebbe bastato quello
piano, anzi quello da dessert. Allora, preso dallo sconforto che cosa ho fatto?
Li ho allargati nel piatto come fanno nei ristoranti che propongono la cucina
creativa in modo da avere l’illusione che fossero molti di più. Ma sulla confezione
non c’era scritto per 2-3 persone? Non vorrei che nel procedimento di
congelamento i miei gnocchetti si fossero rattrappiti dal freddo e non
corrispondessero più alla quantità di quando sono stati imbustati. Ma è
capitato soltanto a me o è accaduto anche a te? Io mi sono sentito
terribilmente in colpa per essermi mangiato un’intera confezione di gnocchettti
che era stata preparata per tre persone. Ma che stomaco mi ritrovo? Ma siamo
sicuri che questi piatti pronti non siano stati preparati dagli stilisti per le
loro modelle?